
Il ciclo della violenza o ciclo dell’abuso
L’americana Lenore Edna Walker, psicologa forense, educatrice e professoressa alla Nova South Eastern University mise a punto nel 1979 il Ciclo dell’Abuso o come comunemente lo chiamiamo ora, il Ciclo della Violenza all’interno del suo saggio intitolato The Battered Woman Syndrome, Springer Publishing Company, 2009.
Nacque in seno ai suoi studi criminologici, ma venne ben presto adottato in studi clinici, legali ed educativi. Ad oggi infatti è uno schema che sintetizza le fasi attive di un abuso.
Walker ha introdotto il concetto della Sindrome della donna maltrattata, come sottocategoria del disturbo post-traumatico da stress e per farlo ha messo in luce quattro modelli ricorrenti nelle relazioni abusanti:
- La costruzione o creazione della tensione
- Il maltrattamento
- La riconciliazione
- La luna di miele
Vediamoli nel dettaglio
1. La costruzione o creazione della tensione
È la fase in cui c’è un aumento di tensione che può innescarsi con un crollo della comunicazione – silenzi, litigi, incomprensioni, controllo del telefono, dubbi sulla fedeltà – che portano la donna ad essere impaurita e frustrata. In questa fase la donna sente di dover mettere in atto meccanismi per placare l’abusante, lo fa generalmente cercando di prevenire l’eccesso di rabbia.
- La donna può vivere stati di ansia continui, per paura di uno scoppio d’ira.
- La durata di questa fase è molto variabile, infatti di parla di poche ore, come di mesi.
2. Il maltrattamento
È la fase in cui si passa dalla tensione inespressa ad intimidazioni verbali, segregazione, isolamento, colpevolizzazione, discussioni accese, maltrattamenti fisici e/o sessuali.
Questa è sicuramente la fase più attiva e meglio riconoscibile, in quanto il controllo viene agito in modo esplicito e manifesto. La violenza si esprime sia verbalmente, sia fisicamente, anche attraverso minacce e uso di armi o oggetti da taglio. Questa fase può scaturire nell’esigenza di cure mediche e passaggio al pronto soccorso da parte della vittima.
- È il momento in cui l’aggressore domina la vittima contro la sua volontà.
- È questa la fase in cui chi è vittima di violenza di solito si accorge di esserlo.
3. La riconciliazione
Dopo la discussione accesa, spintoni, schiaffi e/o altri maltrattamenti l’abusante si scusa, cerca spiegazioni, incolpa la vittima e nega i maltrattamenti avvenuti, dicendo che non erano così come la vittima li descrive e quindi, in definitiva, sminuendo quel che ha fatto.
- La vittima è portata ad accettare la versione dell’abusante e accetta le scuse e le giustificazioni del partner
- La donna si addirittura la responsabile della violenza
4. La luna di miele
È un momento più o meno lungo di calma in cui l’episodio violento viene dimenticato e non accade nulla di pericoloso. Può anche diventare una fase in cui l’abusante tenta la riconquista della persona maltrattata, attraverso promesse – es. “non lo farò più” – o riferimenti ai momenti belli passati insieme. È una fase molto delicata in cui si rende necessario per l’abusante ricreare un ambiente favorevole perché si possa riattivare la fase della tensione in maniera graduale, mediante il ristabilimento della routine quotidiana.
- La donna crede che il peggio sia passato e che tutto andrà bene
- La donna si accorge solo con il passare del tempo che le dinamiche violente sono di nuovo in atto, da cui il ciclo riparte, per peggiorare rispetto a quello precedente.
In conclusione
Una volta che in un rapporto si instaura il ciclo della violenza, questo schema tende a ripetersi a intervalli variabili nel tempo, ma si nota un escalation di aggressività e di efferatezza nella fase di maltrattamento tra un ciclo e l’altro e anche le altre fasi tendono ad essere via via più brevi.
Insieme ai tempi più ridotti per la persona vittima aumenta lo stato d’ansia, l’autosvalutazione e il senso di impotenza che porta la persona a sentire che tutto sta per crollare da un momento all’altro e a trasformarsi in discussioni, colpevolizzazioni anche per motivi futili, intimidazioni verbali e punizioni attraverso la segregazione e il controllo della vita quotidiana.
Riconoscere le fasi del ciclo della violenza è importante sia per chi aiuta le persone maltrattate e soprattutto per chi subisce abusi ed è uno strumento utile, che permette di riconoscere il momento che si sta vivendo in un rapporto abusante.
Se vi siete riconosciute o avete riconosciuto una persona che potrebbe essere dentro questa situazione, contattate un Centro Antiviolenza, anche prima che la situazione arrivi a maltrattamenti espliciti e pericolosi per la propria sicurezza e incolumità fisica.
Troverete operatrici specializzate su questi temi ad accogliervi.