Ricatti online, intimità, reputazione e violenza psicologica

Che cos’è la sextortion?

È una forma di ricatto online che utilizza materiale sessualmente esplicito, come foto o video intimi dietro la minaccia di condividerlo online e pubblicarlo. Questa minaccia è accompagnata da una richiesta di denaro, ma non solo.

Quello che colpisce dai dati raccolti negli ultimi anni sul fenomeno del ricatto sessuale o sextortion è che interessa sempre più giovani nella fascia 14-17, ma si sta estendendo anche quella 10-13.

Come avviene Il contatto con un possibile ricattatore?

La vittima viene portata a fidarsi, gradualmente, con il fine di ottenere il materiale intimo utile all’estorsione.

Nel caso di minori il ricattatore può fingersi un coetaneo, interessato ad una relazione di scambio inviando una proprio foto finta per carpirne la confidenza e dimostrare per primo la propria disponibilità.

La complicità si trasforma quindi in una minaccia diretta che paventa la distruzione della reputazione sociale o professionale.

In alcuni casi può addirittura fingere di essere in possesso di materiale intimo, privato e compromettente senza che sia di fatto esistito un precedente contatto diretto. Questo riguarda spesso la pratica del deep fake, ossia la creazione di contenuti digitali artefatti tramite l’IA.

Minori e violenza digitale

Il ricattatore si insinua all’interno del mondo digitale proprio là dove i più giovani bambini e gli adolescenti trascorrono il loro tempo:

  • piattaforme di giochi online
  • sui social media – Tiktok, Snapchat, Instagram
  • nella chat di messaggistica – WhatsApp, Messenger e Telegram

Il rapporto sociale mediato da uno schermo ci lascia molto più soli, malgrado l’eco di social e piattaforme di messaggistica ci dia un senso di immediatezza che ci conforta.

Per questo appare sempre più complesso confidarsi con persone reali, conoscenti o amici, in particolare per molti ragazzi e ragazze.

Può dunque accadere che per bambini, bambine e adolescenti sia particolarmente difficile chiedere aiuto o denunciare gli abusi, perché tendono a sentirsi responsabili o colpevoli di essersi fidati.

La paura, l’impotenza e l’isolamento fanno il resto.

La richiesta di denaro, a cui non sempre è possibile far fronte, l’ansia legata all’essere perseguitati e il senso d’impotenza diventano un peso psicologico difficile da fronteggiare da soli

Per questo diventa importante la conoscenza, la sensibilizzazione verso le problematiche sulla violenza di genere e un’educazione sessuo-affettiva strutturata a livello istituzionale.

Capire quali sono i pericoli o rischi, a cui si è potenzialmente esposti negli spazi digitali e non, aiuta a prevenire le molte forme di violenza oltre che l’estorsione, la truffa e l’adescamento.

A che cosa si deve prestare attenzione?

  • Richieste troppo rapide di passare alla webcam
  • Insistenza per spostare la conversazione su app di messaggistica crittografate (come Telegram o WhatsApp)
  • Una fretta sospetta nello stabilire un legame intimo. Spesso, l’urgenza e l’aggressività delle richieste sono i primi sintomi di una strategia predatoria.

Se siete genitori ecco i nostri consigli

  • Mantieni la calma, lascialo/a parlare e fai domande senza giudicare
  • Non colpevolizzarlo/a anche se è stato/a imprudente o impulsivo/a
  • Non cancellare foto, contatti, chat sullo smartphone/tablet/pc di tuo figlio/a 
  • Non sostituirti nei contatti con la persona sconosciuta
  • Recati quanto prima in un ufficio della polizia postale.

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