Victim blaming
Violenza indiretta
Che cos'è il Victim blaming?
Il victim blaming è probabilmente uno dei comportamenti più gravi che si possa avere nei confronti di una persona che ha subito violenza e ha il coraggio di denunciare e chiedere aiuto.
Consiste nel colpevolizzare la vittima che subisce violenza anziché ascoltarla, accusarla anziché aiutarla, generando di fatto una violenza secondaria.
Questo fenomeno è molto più diffuso di quello che si pensa ed è alimentato da stereotipi di genere che sono nel nostro linguaggio quotidiano e spesso troviamo amplificato nei media tradizionali e in quelli digitali.
Questo tipo di violenza è anche definita vittimizzazione secondaria e riguarda principalmente le vittime donne.
Le forme in cui si manifesta possono anche non essere esplicite.
Ecco alcuni esempi di domande che dovrebbero essere evitate nel caso di una vittima di stupro: “Ma come ti eri vestita?” o "Perché non hai cercato di ribellarti?" o "Perché non ti sei opposta?".
Chi raccoglie la denuncia o la confidenza di una vittima ha il dovere morale di prestare attenzione al modo in cui le si rivolge, a prescindere dal genere, dall’aspetto o da altro pregiudizio o giudizio di valore che ricada sulla persona e non sull'oggettività della violenza subita.
L'attenzione ricade sulla vittima di violenza e non sull'aggressore, dando di fatto alla vittima parte della responsabilità di quello che è successo.
È stato ampiamente dimostrato che il victim blaming può avere delle conseguenze psicologiche gravissime per le vittime, che invece avrebbero bisogno in primis di essere ascoltate.
Denunciare è già difficilissimo, farlo sapendo che verrai colpevolizzata è ancora violenza.