L’amore non uccide

Che cosa c’è dietro un femminicidio?

L’uccisione di una donna in quanto donna è definita femminicidio.

Il termine è stato introdotto dalla sociologa Diane Russel nel 1992, ma a renderlo più significativo è stata la studiosa femminista Marcela Lagarde, che ne ha esteso e completato il significato.

Reato che include tutte le forme di misoginia atte a provocare un annientamento fisico e psicologico della donna, non solo l’uccisione di una donna in quanto donna.

Quando muore una donna possiamo scegliere di non voltarci dall’altra parte.

Possiamo cercare di guardare ad una storia di violenza non solo come un dato, un fatto, ma interrogandoci su quello che non vediamo in questo crimine di genere?

La violenza non è sempre visibile

Tendiamo a vedere il problema sono nel suo effetto eclatante e questo alimenta la nostra involontaria indifferenza. Eppure l’invisibile è sempre e solo una questione di prospettiva.

Violenza Visibile o esplicita

  • femminicidio
  • violenza sessuale
  • violenza fisica
  • minacce

È la più visibile, disarmante, paralizzante, ma è importante non voltarsi o credere che non ci riguardi. La violenza non è facile da guardare in faccia, ma quando una donna subisce violenza, La violenza non è facile da guardare in faccia, ma quando una donna subisce violenza, sono l’umanità e la dignità di ogni persona ad essere in pericolo.

Violenza Invisibile

  • controllo
  • denigrazione
  • manipolazione
  • colpevolizzazione
  • ricatti emotivi

Si nasconde, si maschera, si mimetizza in pubblico, ma diventa sottile e feroce in privato. Recide i legami personali, familiari, sociali, toglie la libertà, l’amore di sé.

Violenza Simbolica

  • linguaggio o umorismo sessista
  • oggettivazione della donna nei media
  • discriminazione legata al genere
  • educazione ai ruoli di genere stereotipati
  • minimizzazione della violenza di genere e giustificazioni basate su presunte argomentazioni biologiche

È la più sottovalutata, perché affonda le sue radici in stereotipi, in ruoli imposti, in pratiche culturali frutto di pregiudizi e ingiustizia sociale che abbiamo interiorizzato.

La violenza di genere è un fatto culturale che può essere cambiato partendo da piccoli gesti di consapevolezza, dentro le buone pratiche quotidiane, decostruendo stereotipi e ruoli di genere, favorendo e incoraggiando la parità, usando linguaggi, verbali e visivi, che siano inclusivi e non discriminatori.

Poniti in ascolto degli altri, di ciò che senti, di chi ti sta intorno.

Affianca chi lotta per la parità, i diritti o per un cambiamento sociale, culturale, inclusivo.


Ecco un prezioso libro, chiaro, sintetico, esaustivo.

Che genere di violenza, Maria Luisa Bonura, Edizioni centro studi Erikson.

Questo libro ti accompagna dentro il problema ed offre preziosi esempi tratti da storie vere, di donne che si sono rivolte ai CAV. Testimonianze dirette, di una varietà sconcertante, che vanno a completare e sostenere i vari studi sul fenomeno.

Un testo facile da approcciare, che ti permette di approfondire, capire e riflettere concretamente sulla realtà della violenza di genere.

Iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti, comprendi e accetti la Privacy Policy del sito.