Linguaggio

In che modo le emozioni influenzano le nostre parole?

Le emozioni sono al centro dei nostri pensieri e sono il motore del nostro agire.

Le consideriamo spesso solo in una prospettiva positiva, eppure le emozioni sono molteplici, fugaci, labili e non tutte sono sempre ben accette. Molti le scambiano con sentimenti che invece durano nel tempo e si nutrono di ciò che accade e di pensieri.

L'odio è un sentimento che è dentro di noi, ha molte sfumature e gradi di intensità.

Si nutre di emozioni, le più diverse: rabbia, ira, furia, disprezzo, disgusto. Evolve e diventa complesso; si può trasformare in risentimento, razzismo, misoginia.

Prende tanti nomi diversi e si indirizza a persone diverse, a volte le più vulnerabili, diventando pervasivo, totalizzante tanto da spegnare in noi la speranza di un mondo più giusto o lasciando spazio alla più pericolosa indifferenza.

Il linguaggio è il luogo dove maggiormente l'odio è visibile. Oggi ha persino un nome scientifico, hate speech.

Contrastare le parole d'odio dipende da noi. Prima che la nostra voce le dia realtà, prima che deflagrino, facciamole precedere da almeno una domanda, da un dubbio.

Possiamo chiederci

  • Dentro quale contesto le stiamo pronunciando?
  • Contro chi è perché stanno per essere pronunciate?
  • Con che scopo diciamo quel che diciamo?
  • Da quale sentimento nascono?
  • Ci assumeremo la responsabilità delle sue conseguenze o ci nasconderemo vigliaccamente dietro l’anonimato?
  • Sappiamo quali conseguenze possono avere?

Che cosa nascerà da queste parole d'odio?

Tu lo sai che

L'odio amplifica i suoi confini nella rete e ha gravi conseguenze nella realtà di tutti i giorni?

 

Approfondisci i contenuti dei mille volti della violenza digitale che non usa solo parole ma altri linguaggi, quelli visivi.